Dadi
I dadi sono forse il più antico tra tutti i giochi d’azzardo conosciuti dall’uomo. Alcuni studiosi ritengono che inizialmente gli stregoni, dopo averli lanciati a terra, ne traessero gli auspici, fasti o nefasti a seconda di come questi si disponevano dopo il lancio. Probabilmente questo gesto, ripetuto al di fuori degli scopi rituali, si è successivamente trasformato in un gioco, sul quale fare delle scommesse. Ecco, questo può dare una vaga idea di quante e quali varietà di dadi da gioco siano state prodotte nel corso dei millenni, prima di arrivare a quelli oggi comunemente usati nei casinò.

I dadi moderni sono per lo più realizzati in plastica speciale che ne limita l’usura e li rende utilizzabili per molti anni. Ma i dadi possono essere fatti di una grandissima varietà di materiali: dall’osso all’avorio, dal metallo alle pietre preziose, a seconda dell’epoca e della cultura.

Altrettanto varia può essere la decorazione delle facce, sia per temi che per modalità. Anche tra i comuni dadi cubici a sei facce con i puntini che indicano i numeri (quelli a cui siamo abituati) ci possono essere differenze. Ciò che non molti sanno è che i dadi da casinò non hanno i puntini scavati sulle facce, ma lievemente incisi a filo di superficie: questo perché la differenza, anche se leggerissima, di peso tra le diverse facce dovuta alla maggior quantità di materiale tolto (sul 6 piuttosto che sull’1, ad esempio) genera una probabilità di uscita dei numeri non esattamente equivalente.

Ci sono poi dadi non marcati con i numeri (ad esempio con i valori e le figure delle carte da Poker, o con le lettere, come nel Paroliere), ci sono dati non cubici (molto diffusi sono quelli poliedrici dei giochi di ruolo), eccetera.

Ovviamente ci sono poi dadi speciali con disegni e raffigurazioni uniche a seconda del luogo e della situazione in cui venivano realizzati. Insomma, i dadi da gioco hanno una storia ed una varietà tali da renderli interessantissimi oggetti da collezionare, al pari se non più di molti altri più comunemente e diffusamente raccolti.